Sperimentazione e cooperazione, Monte Zovo al II° Forum WRT

Sperimentazione e cooperazione, Monte Zovo al II° Forum WRT

Mercoledì, 02 Novembre 2016

"La viticoltura Made in Italy per continuare ad essere non solo competitiva ma anche compatibile, sostenibile, di alta qualità e sana deve affrontare la sfida nel vigneto, ove c’è spazio di interventi e miglioramenti grazie al ‘matrimonio’ con la ricerca e l’innovazione scientifica e tecnologica."

Lo spirito di cooperazione è parte fondamentale del progetto dell’associazione. Il team di ricerca e l’Azienda Agricola Monte Zovo, stanno collaborando per un virtuoso progetto volto ad aprire frontiere sempre nuove anche in relazione alle tecniche di appassimento delle uve dell’Amarone della Valpolicella. Esaltare qualità e tipicità di uno dei vini iconici del nostro Paese è possibile, grazie a tecniche innovative: “in collaborazione con l’azienda Monte Zovo abbiamo proceduto alla defogliazione al fine di produrre grappoli spargoli adatti all’appassimento” spiega Fabio Mencarelli dell’Università della Tuscia “e con l’azienda Falesco di Riccardo Cotarella abbiamo fatto la macerazione delle uve in cella frigorifera con l’obiettivo di migliorare l’estrazione degli aromi in uve bianche, e anche sperimentazioni attraverso DNAchip per la gestione e il controllo della qualità nella filiera vitivinicola per il monitoraggio dei microrganismi”.
Il futuro del vino Made in Italy passa anche attraverso sperimentazioni di questo tipo, in grado di preservarne l’unicità e di esaltarne le qualità mantenendo uno sguardo sempre vigile sull’ambiente e il territorio.
Le due giorni dedicata ai vari aspetti della viticoltura di precisione si è tenuta a Vallepicciola, nell’affascinante cornice della collina senese.

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